La nota è tre righe. La prima è il nome della colonna. La seconda è l’intervallo. La terza è la misura di quel giorno. Se si scrive una quarta, va a lato: non si cancella, non si legge, aspetta il sabato.
La fotocopia è una pagina. La seconda aspetta il giorno dopo. I vassoi sono per giorno. Un foglio mescolato lo separa Elisa sul suo tavolo.
Il quaderno può essere a righe o a quadretti. Si preferiscono i quadretti perché l’allineamento della colonna si tiene a occhio. Sulla copertina non c’è scritto Gildra; sul campanello sì.
Si usa la matita perché si può cancellare. Va bene anche una penna. Il rosso in quest’aula non c’è.
I quaderni non si raccolgono. Elisa il giovedì guarda se le tre righe ci sono, non il contenuto. La lettura del sabato, se qualcuno vuole, parte dal suo quaderno.
Non esiste una copia digitale. Non si fotografa. Se il quaderno si perde, si scrivono tre righe nuove. Il prodotto si chiama Gildra; il quaderno non ha un nome.